LE SEI OPERE VINCITRICI IL CONCORSO NAZIONALE “QUEL FRESCO PROFUMO DI LIBERTÀ – Quarta edizione” e le menzioni speciali.

La Commissione del Concorso nazionale Quel fresco profumo di libertà – Quarta edizione, condivisi i pareri di ciascuno dei suoi componenti, delibera all’unanimità i sei vincitori pari merito come di seguito elencati (Clicca qui per prendere visione del verbale della Commissione di giuria):

 

“LA VITA DI PAOLO BORSELLINO: IL CORAGGIO E LA GIUSTIZIA”

Realizzato dagli studenti della Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” di Forlì.

La tipologia di elaborato scelta è il lapbook, ossia una cartella contenente dei template nei quali è ripercorsa la vita del giudice Borsellino, un uomo coraggioso, giusto e leale che ha cambiato per sempre la storia di una terra, la Sicilia. Gli alunni hanno rappresentato graficamente i momenti salienti del percorso umano e professionale di un uomo e del suo sacrificio, racchiudendoli all’interno della “famosa agenda rossa”, non più ritrovata. A conclusione del percorso ogni alunno ha esposto la propria opinione riguardo il rispetto delle regole per una condivisa e più giusta idea di convivenza civile.

 

“ESEMPIO DI LIBERTÀ”

Realizzato dagli studenti della Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo “Anzio III” di Anzio (Rm).

Il percorso delle classi III e V è un percorso sulla legalità basato sulla conoscenza di fatti storici e attuali. Le ricerche effettuate dalle due classi sugli esempi di cittadinanza attiva hanno dato modo agli alunni di conoscere la realtà di tante persone che non solo sono impegnate per promuovere la cultura della legalità ma sopratutto impegnate ad essere l’esempio.

 

“QUEL FRESCO PROFUMO DI LIBERTÀ …UBUNTU”

Realizzato dagli studenti del Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti “Caltanissetta-Enna” di Mazzarino (CL).

Letto il titolo del bando, noi docenti del C.P.I.A. Cl/En della sede di Mazzarino (CL) abbiamo invogliato gli alunni a partecipare. I nostri allievi, tutti migranti provenienti da diverse parti del mondo, vivono il concetto di libertà e cittadinanza secondo il senso della parola “Ubuntu”. Tale termine della lingua bantu significa “io sono ciò che sono in virtù di ciò che siamo tutti”. Il lavoro, realizzato interamente dai ragazzi, dalla scelta delle immagini alla musica sino al montaggio video, richiama il sentimento di appartenenza comune. Le canzoni ricordano il diritto alla libertà e alla vita per tutti, a prescindere dalla provenienza. I nostri allievi hanno voluto trasmettere ai più piccoli, presenti nel video, un preciso messaggio di integrazione e di appartenenza alla stessa comunità, senza distinzione di colore, religione, lingua o altro. Il puzzle che man mano viene costruito, si completa quando le forze di ognuno si uniscono in sinergia e formano il mondo incorniciato dalle mani di diverso colore. I ragazzi hanno riflettuto su questa immagine emblematica, quella della mano, le cui dita sono tutte diverse, ma necessarie per il suo funzionamento. La scena finale con l’immagine del mare è stata da loro scelta perché da lì tutto è partito: un mare che divide e unisce. Il senso del lavoro è sintetizzato dall’espressione: “io sono perché noi siamo”.

 

“LA GIUSTA SCELTA”

Realizzato dagli studenti della Scuola Secondaria di Primo grado dell’Istituto comprensivo “Pescara 4” di Pescara.

Gli alunni sono stati stimolati a riflettere sulla tematica dei diritti del fanciullo e a considerare la diversità della vita di un minore quando può goderne oppure no. E’ nata così l’idea di imperniare lo spot sul confronto fra giovani che conducono una vita “da ragazzi”, fatta di giochi, amicizie, libertà e giovani che sono costretti a vivere senza svago e senza istruzione, vittime di ricatti e abusi. Non si tratta solo di realtà lontane perché, a causa della mafia, anche in Italia accadono queste cose. Gli alunni hanno scritto la sceneggiatura e poi ne hanno realizzato la messa in scena, da attori, registi, fonici, cameraman, ciacchisti proprio come su un vero set cinematografico.

 

“ECHI DI SILENZIO”

Realizzato dagli studenti del Liceo “Nikolaus Cusanus” di Brunico (BZ).

Gli studenti e le studentesse di madrelingua tedesca hanno letto durante le lezioni di “Italiano Lingua seconda” il romanzo di Leonardo Sciascia “Una storia semplice”. La lettura ha avviato molte discussioni e la classe ha proposto di realizzare un video per il concorso che affrontasse le tematiche del silenzio, della giustizia e della libertà. Il video ha una durata di alcuni minuti e sviluppa attraverso suoni, immagini, fotografie e riprese degli studenti stessi un percorso che parte dalla rappresentazione drammatica della violenza mafiosa e si sviluppa attraverso riflessioni sulla giustizia e proposte di coinvolgimento della gioventù- Il video ha comportato l’utilizzo di diversi mezzi espressivi: il corpo degli studenti truccato e vestito di bianco che fa da sfondo alle immagini proiettate sui loro vestiti e ripropone delle riflessioni su violenza, giustizia e gioventù; le immagini, prima scelte e poi proiettate sui corpi; i testi realizzati attraverso un processo di scrittura a più mani; suoni realizzati e registrati dagli alunni e dalle alunne. Il video è stato interamente pensato, girato e montato nei locali della scuola.

 

“IO HO SCELTO…TU?”

Realizzato dagli studenti del Liceo scientifico “P. Farinato” di Enna.

Nella vita ognuno di noi ha bisogno di compiere delle scelte, le quali non ci riguardano solo in prima persona, ma condizionano anche coloro che ci circondano. In particolare in questo cortometraggio ci siamo soffermati su alcuni aspetti appartenenti alla sfera della legalità, esponendo la difficoltà che ognuno di noi trova nel dover scegliere tra ciò che è giusto e ciò che è conveniente.

 

 

INOLTRE LA COMMISSIONE HA RITENUTO DI ASSEGNARE QUATTRO MENZIONI SPECIALI RELATIVAMENTE ALLE OPERE:

 

 “A SCUOLA LETTERE E NUMERI …”

Realizzato dagli studenti della Scuola Primaria dell’Istituto comprensivo “Ugo da Como” di Lonato del Garda (BS).

A volte, si è portati a pensare che le discipline insegnate a scuola siano solo uno strumento per “travasare” conoscenze e che gli alunni siano dei “contenitori” da riempire. La logica dei tempi attuali, la realtà che ci circonda in continuo cambiamento, il bombardamento della tecnologia e le nuove indicazioni ministeriali ci hanno indotto a riflettere su molte cose e fra tutte, essendo noi insegnanti, come poter lavorare e “piantare” un piccolo seme da far diventare una pianta sana dalle radici ben salde. Il lavoro presentato è stato pensato e realizzato proprio a misura di bambini di una classe 1° (la classe 1° D della scuola primaria “Don Milani di Lonato del Garda), con l’intenzione di utilizzare il lavoro quotidiano nel contesto classe. Le quotidiane attività che vendgono svolte in italiano e matematica hanno consentito alle insegnati Giuditta e Viviana di poter aprire, attraverso l’uso di tecniche diverse (brainstorming, pair education…) le menti dei bambini e rivolgere la lro attenzione verso ciò che li circonda e per avviarli alla necessità di essere protagonisti del loro domani. Il manufatto è stato realizzato con materiali e tecniche che i bambini utilizzano quotidianamente.

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“GIULIETTA E ROMEO”

Realizzato dagli studenti della Scuola secondaria di 1 grado dell’Istituto comprensivo “Barile” di Barile (Pz).

Il progetto è la trasposizione del grande romanzo di Shakespeare ai tempi odierni. Due famiglie mafiose con il loro odio e i loro malaffari porteranno i rispettivi figli alla morte; soltanto dopo la tragica fine dei ragazzi capiranno che l’unico mezzo per poter vivere in pace con gli altri e impedire che i dolori abbiano il sopravvento è la strada verso la Legalità. Il progetto ha coinvolto in modo entusiasmante i ragazzi che, dopo aver letto con l’insegnante la storia di Romeo e Giulietta, dei Montecchi e Capuleti, hanno scritto essi stessi il copione riportando la storia shakesperiana ai tempi nostri. Gli studenti hanno imparato le parti e le hanno recitate in diverse location del paese. Hanno lavorato in gruppo, rispettando i ruoli assegnati; hanno compreso che la società contemporanea è caratterizzata da tante ingiustizie che non consentono a molte persone di vivere con dignità la propria esistenza per cui l’approfondimento, la conoscenza e la possibilità di risoluzione di tutte quelle situazioni che confliggono con altri diritti, stimolano le nuove generazioni.

 

 “INFERNO. IL CANTO MODERNO DEI MAFIOSI E DEGLI OMERTOSI”

Realizzato dagli studenti del Liceo scientifico “Gallileo Gallilei” di Palermo.

Tale elaborato testuale, sotto forma di canto della Divina Commedia dantesca, è un viaggio immaginario di Dante e Virgilio nel cerchio infernale dove sono condannati i mafiosi e gli omertosi. Dante, dopo aver descritto il luogo in cui si trova, chiede a Virgilio quali furono i peccati dei condannati che lì risiedono e così capisce che cosa si intende per mafia ed omertà. Tra i tanti mafiosi ed omertosi ne incontra uno in particolare, Luigi Impastato, il cui figlio, per aver rifiutato di seguire la strada dei suoi parenti, si trova in Paradiso. Come in vita questi uomini solevano instaurare il patto di fedeltà mafioso tramite il rito della “punciuta“, adesso per contrappasso ripetono costantemente il doloroso atto. Dante è, alla fine del cerchio, straziato di dolore, dopo aver sentito i peccati di omicidi, stragi e loschi affari; viene infine consolato da Virgilio che riprende la frase di Giovanni Falcone: ” Gli uomini passano, le idee restano”.

Clicca qui per leggere INFERNO su Sfogliami.it

 

“LIBERATI”

Realizzato dagli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore “G. Gaboto” di Chiavari (GE).

L’immagine della fotografia è nata da una riflessione condivisa sulle tematiche attuali proposte dal concorso: giustizia, legalità, lotta alle mafie, cittadinanza attiva, pace e intercultura. La contrapposizione di due culture, orientale e occidentale, ostacolate dal non dire e dal non vedere. Urla soffocate e sguardi ignari.

“Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri,

coloro che hanno perso il diritto di esprimersi.

Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,

e dì: magari fossi una candela in mezzo al buio.”

Dall’ultima raccolta “Kazahri al-Lawzi aw Ab’ad” (come il fiore di mandorlo o più lontano) di Mahmud Darwish, nato a Al-Birwah, presso la città di Akka in Palestina, nel 1941.

Liberati dalle gabbie sociali chiunque tu sia…liberati, rispetta, osserva, pensa e parla, questa è la libertà.

26S_LIBERATI

 

Clicca qui per leggere anche il verbale della Commissione di giuria

 

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