ILLUSTRAZIONI E LETTURE PER L’INFANZIA AL CENTRO STUDI “PAOLO E RITA BORSELLINO”.

Per alcuni giorni, tra il 27 marzo e l’11 aprile, il Centro studi Paolo e Rita Borsellino si è riempito di voci e di passi di bambini. Nei giorni scorsi, al Centro abbiamo infatti ospitato i piccoli alunni dell’Istituto comprensivo Uditore – Setti Carraro, proponendo loro un ciclo di attività diverse a seconda della fascia d’età, incentrate sui diritti dell’infanzia e sull’importanza dei libri e dell’istruzione. Il tutto all’insegna della leggerezza e del divertimento, in accordo con uno dei diritti che abbiamo letto e commentato insieme, quello previsto dall’articolo 31 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e

dell’adolescenza: il diritto al gioco.dav

Con tutte le classi abbiamo organizzato giochi a squadre con quiz matematici per scoprire insieme i contenuti di questo importante documento internazionale. Ai bambini di terza e di quarta abbiamo raccontato storie di bambini coraggiosi, come quella di Malala Yousafzai, giovanissima attivista pakistana per i diritti civili e per il diritto all’istruzione, che all’età di 11 anni ha sfidato i Talebani con un blog in cui denunciava i loro soprusi e nel 2014 è stata insignita del premio Nobel per la pace. Insieme ai bambini abbiamo poi commentato la vicenda di Malala, chiedendo loro di scriverle un pensiero, o di dedicarle un disegno.

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Il gioco del pictionary è stato invece uno dei momenti più divertenti delle attività con le quinte: a turno tutti i bambini hanno rappresentato a modo loro i vari diritti con un disegno, con lo scopo di far indovinare ai compagni quale fosse il diritto in questione. Un altro gioco ci ha poi portati a scoprire in quali paesi i diritti fondamentali dei bambini sono garantiti e in quali invece non lo sono. Durante tutte le giornate si è parlato di libri e abbiamo esplorato con i bambini ed alcuni genitori il patrimonio librario della biblioteca del Centro studi, che ai più piccoli ha dedicato un intero settore.

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Ancora dai libri siamo partiti per organizzare la giornata più particolare: quella con i piccolissimi della scuola dell’infanzia. I volontari in Servizio civile del progetto L’eredità della memoria hanno pensato per loro un percorso guidato di alla scoperta guidata del libro e della biblioteca, con letture ad alta voce, giochi e filastrocche finalizzate alla promozione del libro e della lettura. L’iniziativa ha ricevuto anche il patrocino del coordinamento regionale “Nati per leggere – Sicilia”, un programma a carattere nazionale con circa 800 progetti locali di promozione della lettura, rivolto alle famiglie con bambini in età prescolare, che mira a promuovere la lettura in famiglia sin dalla nascita al fine di influenzare positivamente lo sviluppo intellettivo, linguistico, emotivo e relazionale del bambino. davNei giorni interessati da questa attività, il Centro studi ha ospitato centinaia di visitatori, grandi e piccini e realizzato decine di laboratori rivolti ad alunne e alunni di fasce d’età compresa da 2 a 10 anni.  Sono state certamente giornate molto impegnative, tuttavia, a circa un anno dall’insediamento della nostra sede nel quartiere Uditore di Palermo, è stato compiuto un passo molto importante per il radicamento sul territorio e per promuovere al meglio il luogo che la ospita. Un bene confiscato alle mafie, costruito con proventi della criminalità organizzata che per decenni ha seminato violenza e morte e che oggi diventa un ambiente educativo di esperienze concrete e di apprendimento, accogliente, aperto ed inclusivo che mediante letture e giochi promuove pace e conoscenza. La collaborazione del Centro studi con la Scuola Uditore – Setti Carraro ha lo scopo di far conoscere la nostra realtà associativa, la sua biblioteca tra i giovanissimi del quartiere, e di proporlo come luogo di ritrovo, dove conoscere i libri e innamorarsi delle pagine stampate. Per dirla con le parole di Malala Yousafzai che è stata il filo rosso di molte delle nostre attività con i bambini: «Prendiamo in mano i nostri libri e le nostre penne. Sono le nostre armi più potenti. Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo».

I volontari in Servizio Civile del progetto L’eredità della memoria

 

 

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